1973

Il discorso sul diavolo fatto da Paolo VI il 15 novembre 1972 ha determinato la scelta del tema di quest’anno ed ha orientato la ricerca verso le tradizioni diaboliche di Monticchiello.

Qui, questo personaggio millenario lasciò tracce nella coscienza popolare e nelle rocce che ricoprono le cosiddette “Buche del Beato”. Il Beato Giovanni Benincasa, realmente vissuto, nel 1401 sarebbe stato tentato dal demonio che avrebbe cacciato al termine di un drammatico scontro. E dalla rievocazione di questo scontro prende l’avvio l’autodramma di quest’anno per continuare con la rappresentazione di altre testimonianze dell’intervento del Demonio nella storia di Monticchiello, fino alla tentata strage del 6 aprile del ’44.

Dal demonio si passa alle streghe come sue creature. Il secondo tempo ricostruisce infatti gli aspetti della tradizione locale fino ad un episodio incredibilmente avvenuto nei dintorni, nel 1949. Il terzo atto vede gli attori-personaggi discutere “il loro” problema dai rispettivi punti di vista che si possono riassumere in tre principali: quello ufficiale della Chiesa, secondo il quale il Diavolo esiste come persona, quello dei razionalisti laici secondo il quale i fenomeni sono riducibili a spiegazioni logiche scomponibili nei loro elementi di suggestione e superstizione e quello di coloro che lo indicano come personificazioni del male. Un male che domina l’uomo dalla sua origine e che oggi potrebbe riassumersi in terribili minacce: dalla bomba atomica all’inquinamento.