Autodramma

Il Teatro Povero di Monticchiello è un progetto sociale e culturale nato negli anni ’60. Agli inizi di quel decennio il borgo toscano attraversa una profonda crisi collegata alla rapida eclissi del sistema economico e sociale, che aveva caratterizzato per secoli la sua esistenza: la mezzadria. In un paese senza un teatro viene deciso di aggregarsi attorno a un’idea di teatro in piazza: una forma di spettacolo che diverrà presto tentativo di ricostruzione collettiva e ideale del senso delle proprie vite. Una forma di resistenza alla crisi.               
 
Tra le varie definizioni proposte per la formula teatrale che prende vita a Monticchiello va lentamente affermandosi quella avanzata da Giorgio Strehler: autodramma. La definizione viene fatta propria dalla stessa compagnia, che per anni usa come sottotitolo dei suoi spettacoli la formula: «Autodramma ideato, scritto e realizzato dalla gente di Monticchiello».   
 
Ogni spettacolo della compagnia va in scena solo per una stagione. Di anno in anno cresce rapidamente il numero di repliche, per venire incontro alle richieste di pubblico e critica. Rapidamente si vanno a definire altre caratteristiche specifiche, come un rapporto tra attore e personaggio del tutto particolare: non di rado gli attori in piazza ‘recitano’ se stessi.
 
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